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  • Alla costante ricerca del "vero amore" che non vuol dire necessariamente una persona fisica, ma l'amore vero, naturale che gli altri chiamano più banalmente passione.
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Life isn't about waiting for the storm to pass,it's about learning to dance in the rain.

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14 novembre 2013 4 14 /11 /novembre /2013 11:19

Devo ammettere che la mia gravidanza è stata bella, non ho sofferto particolarmente di nausee se non per circa un mese e mezzo la sera per giunta, ho dato di stomaco un’unica volta, ho sofferto di un po' di mal di schiena nell'ultimo periodo ma fa parte del gioco. Fondamentalmente sono sempre stata bene (a parte quando mi sono presa una storta alla caviglia e quando mi è uscito l'ascesso sulla ciste all'osso sacro, ma sono eventi slegati alla gravidanza), quindi dico che sono stata semplicemente molto fortunata. Dal lato emotivo non ho sofferto nemmeno particolarmente degli sbalzi ormonali o almeno questo è quello che sembra a me che, in effetti, sono un po' di parte, almeno fino a quest'ultimo periodo. Ora mi sembra di essere in piena altalena emozionale. Guardo un qualsiasi video legato a una nascita e piango come una fontana il che per come sono fatta io non è normale. Mi si scatenano dentro una serie di emozioni contrastanti che mi fanno scoppiare a piangere tra gioia, attesa e ansia. In questi giorni essendo a casa ho un sacco di tempo e a seconda della giornata mi butto a capofitto in giri di commissioni o mi rintano in casa a oziare. Qualsiasi cosa mi manda in paranoia, nel senso che appena sento un dolore o un sintomo nuovo comincio a pensare "ecco ci siamo" poi inizio a guardare su internet per uscirne più confusa di prima. Poi per quanto tu legga libri o ti documenti tramite internet in questi momenti la razionalità va in vacanza, fai ragionamenti e deduzioni tutte tue che nemmeno le ragazzine di "16 anni incinta" ti battono, per questo motivo mi sono ribattezzata "17 anni per due incinta". Veramente la fiera delle stupidaggini che possono uscire dalla bocca di una persona in preda agli ormoni della gravidanza è incommensurabile. In più c'è una cosa che non ti dice nessuno, in questa fase mi trovo su una corda in bilico tra attesa e panico puro. Se alle prime avvisaglie di un qualcosa di nuovo penso che sia giunto il momento e per carità ne sono felice, sono nove mesi che lo attendo e non vedo l'ora di tenere tra le braccia la mia cucciola, dall'altro si scatena una serie di paure che non sapevo nemmeno di avere. Oltre alla fobia da dolore del parto, inizio a pensare a come sarà il dopo, a se sarò in gradi di fare fronte a tutto, se avrò l'appoggio che mi aspetto di avere, se saprò interpretare le richieste di mia figlia, se saprò educarla in maniera adeguata, se saprò essere la madre che si merita e potrei andare avanti all'infinito. Poi per contro penso che farò il meglio che potrò come tutti i genitori e questo spazza via gran parte dei dubbi. Dall'altro lato vorrei che stesse ancora un po' nel pancione a tenermi compagnia con i suoi movimenti improvvisi e non interpretabili, anche se in questi giorni sono notevolmente diminuiti. Mi piace coccolare il pancione, parlarci insieme (chiaro segnale d’instabilità mentale) spiegargli cose, farla sentire amata e protetta. Sono certa che questa cosa mi mancherà. Quindi è un controsenso perché per nove mesi non fai che crescerla nell'attesa di vederla uscire e quando arrivi al dunque vorresti che non uscisse più, perché ormai ti sei abituata ad averla lì come una parte importante di te.

Poi parliamoci chiaro ho una paura sconcertante del dolore del parto. Ora tutte dicono vedrai che poi te ne dimentichi, ammettiamo anche che mi fido di questa cosa, ammettiamo anche che sono una donna forte e sono certa che saprò affrontare il momento, ma posso e chiedo per favore posso avere una paura sana e umana dell'immagine che ho di quello che dovrebbe succedere? Perché sul dopo ho meno pensieri, sono convinta del fatto che lo dimenticherò, è il durante che mi preoccupa! Posso essere una persona con delle sane angosce? Ecco quindi io ho quella che si potrebbe chiamare una fifa blu del dolore del parto. Anche perché non so proprio cosa aspettarmi, prima di tutto ogni parto è differente, ogni persona è differente, ognuno ha la sua soglia del dolore, il parto evolve in maniera diversa volta per volta per cui ti ritrovi a chiederti ma inizierà con contrazioni mortali o mi si romperanno le acque? Mi accorgerò di perdere il tappo? Se passassi il termine? Se ci fossero altre complicazioni? Uno ha due milioni di dubbi che oltre a metterti l'ansia e il terrore danno talmente spazio all'immaginazione che la paura diventa esponenziale.

Non di poco aiuto poi sono le persone che ti stanno intorno per provocare ansia, allora sia chiaro non parlo degli amici o parenti che s’informano e ti chiedono come stai quasi tutti i giorni, fa piacere sentire che sei nei pensieri delle persone, che ti accompagnano amorevolmente nella tua attesa, quelli che infastidiscono sono i curiosi che noto con un certo piacere, hanno tutti una certa età. In teoria l'avanzamento degli anni non dovrebbe portare saggezza? Ecco sono quasi convinta che questo non avvenga. Ovviamente non si rivolgono a me con la domanda del secolo ma bombardano la futura nonna che non manca di riferire. Appena non trovano i nonni a casa, appena li incontrano per strada non mancano di chiedere se finalmente ho partorito. Ora scusatemi, ma mica vi state portando voi a spasso il pancione con relativo mal di schiena e mancanza di fiato. State calmi, state quieti, quando sarà ora la principessa si annuncerà al mondo! Ma ti pare che uno debba dare il tormento da un mese prima? Eh no! Che poi conoscendo quanto ansiogena è mia mamma figuriamoci che effetto fa a lei tutta questa pressione.

Quindi eccomi qui a sei giorni dalla ddp che riverso nero su bianco le mie paure, le mie ansie, le mie aspettative che vanno in perfetto contrasto tra loro ma che allo stesso tempo fanno parte entrambe di me.

1 novembre 2013 5 01 /11 /novembre /2013 13:03
Cosa c'è di più bello che stare nel lettone come se fosse domenica a guardare ed accarezzare il pancione che muove a seconda delle evoluzioni della mia cucciola? Nemmeno con mastercard. Impagabile.
30 ottobre 2013 3 30 /10 /ottobre /2013 19:57

Sono mesi e dico mesi che voglio scrivere un bel post come una donna incinta dovrebbe fare, esprimendo tutto quello che si prova in questo periodo stravolgente della propria vita. Prima davo colpa al lavoro che non mi dava il tempo e ora che sono a casa da dieci giorni a chi do la colpa? E' vero che ho sempre corso, mesteriato e fatto quant'altro potesse avvantaggiarmi per i mesi avvenire ma la verità è che sono anche pigra e se nella mia testa ho scritto tante volte quello che avrei voluto dire non l'ho mai fatto nero su bianco.

Dove eravamo rimasti, ah si l'ecografia morfologica, femmina. Non ero molto soddisfatta della cosa che all'ecografia successiva un mese e mezzo fa dopo essermi sincerata che tutto fosse normale ho chiesto se era sempre sempre femmina, questa seconda conferma mi ha dato la convinzione di quello che comunque sentivo fin dall'inizio. Perchè io me lo sentivo che era una bimba. In questi mesi sono successe tante cose, lei ha iniziato a farsi sentire sempre più vigorosamente, la pancia ha iniziato a crescerre per bene e ora mancano 21 giorni al d-day presunto. Dico presunto perchè non voglio chiamarmela ma sono convinta che non se ne starà li buona fino al 20 novembre. Sensazione. Se poi evitassi di fare dei voli d'angelo come quello di stamattina la cosa potrebbe aiutare. Si perchè ho ben pensato di cadere (di nuovo) non ho capito bene come ma credo di essere inciampata in un sasso nascosto nella ghiaia. Così mi sono trovata a cadere su un ginocchio (che ora è tutto rosicchiato e attendiamo l'ematoma) per poi completare l'appoggio con la mano. Sono riuscita ad evitare di toccare terra con la pancia. Ovviamente stava anche piovendo così con enorme fatica (tra il male e la pancia non lo auguro a nessuno) mi sono rialzata e sono salita in macchina alla velocità della luce. Volevo solo venire a casa e mettermi tranquilla ad ascoltare che la mia cucciola si muovesse e che stesse bene. Mentre mi rialzavo il titolare del negozio dove mi trovavo mi chiede: "signora è caduta?" senza degnarsi di darmi una mano ad alzarmi. Ma no, si figuri non sono caduta, stavo solo ammirando la ghiaia da vicino sotto la pioggia! Domande stupide, persone stupide.

Ma nemmeno ora sto raccontando quello che vorrei quindi lo faccio così con una lista della spesa, in ordine sparso, come se volessi annotare delle emozioni per poi ripescarle fra qualche tempo:

il primo singhizzo con la pancia che sobbalza a ritmo.

M. che mi bacia il pancia, ancora adesso quel gesto delicato e tenero mi commuove

le persone che ti chiedono in continuanzione come stai, quanto ti manca, di che sesso è, come la chiamerai e nel mentre ti sfiorano la pancia con dolcezza

lei che si muove (infallibilmente) se giochi a candy crush saga

fare shopping per lei, imponendoti uno di non comprare tutto rosa ma per finire a farlo lo stesso e due cercando di limitarti ma a certi prezzi le cose ti si attaccano proprio addosso

mia mamma che mi chiede come sta lei senza preoccuparsi di me

il nonno che fa i conteggi con le lune senza arrivare nemmeno lui a un dunque con la possibile data del parto

la pancia che tira quando sono stanca

la preoccupazione quando si muove poco

il pancione che cresce comprensivo di smagliature nonostante l'uso dell'olio, ma non importa

le prime contarzioni che mettono l'ansia come dovessi partorire due minuti dopo

l'idea di aver perso il tappo ma forse era solo muco

il libro che dovrei leggere ma che non riesco a finire perchè impegnata in altre cento cose e che temo rimpiangerò di non aver letto quando sarà nata.

il corso preparto con una leggera fissazione sull'allattamento al seno

la voglia di sapere tutto quello che c''è da sapere sul dopo, che madre snaturata non sa come sfamare, coccolare, camibiare e fare il bagnetto a proprio cucciolo?

la paura del parto

la paura negli occhi di M. quando succede qualcosa fuori dagli schemi.

non sentirsi pronte ma sapere che non lo sarò mai

aver voglia di vedere la creatura che mi tiene compagnia

aver paura di essere inadatta per i bisogni della creatura che mi sta per raggiungere

l'essere diventata monotematica e con pensieri solo per lei

parlare con la pancia come si ti ascoltasse e ti capisse

M. che si coccola la mia pancia (anche davanti la sua famiglia)

fare le prove di come si monta e smonta il passeggino, la carrozzina e l'ovetto in auto

preparare il fasciatoio

preparare la culla

comprare pannolini di tutte le marche che si incontrano per fare un indagine di mercato, peccato che poi sicuramente non ricorderò dove li ho acquistati

comprare il necessario per il bagnetto e il cambio quando non so nemmeno io cosa serve e come funziona

pensare al pediatra

pensare ai vaccini (oddio ho già l'incubo)

discutere sul nome quando alla fine sappiamo che sarà quello che abbiamo scelto da mesi

la nostalgia di un buon bicchiere di vino e l'idea che se allatterò sarà ancora lontano il giorno in cui potrò berlo.

la voglia di carne cruda e sushi

la voglia di cioccolata che devo dire mi ha spiazzato un po' perchè non sono mai stata una patita del cioccolato

l'dea che fra una manciata di giorni sarò madre di un esserino che dipenderà esclusivamente da me.

12 settembre 2013 4 12 /09 /settembre /2013 20:17

La scorsa settimana vado in un bar dove capito ogni tanto. La barista che mi conosce e ha una certa confidenza mi fa: "Finalmente si vede che sei incinta!" penso, la panza adesso un po' si vede... evvai! Lei continua "Hai la faccia da una incinta!" e io "Ma come la faccia, pensavo la pancia!" "No no hai proprio la faccia da una incinta!" "Scusa ma che faccia ha una incinta?" "Quella che hai tu!" "Ma cosa vuol dire, da cosa si capisce?" Lo sapete sono curiosa io! "Ma non lo so, cambiano i lineamenti, l'espressione insomma ti viene quella faccia li."

Così ora vado anche in giro con la faccia da una incinta. Ok.

15 luglio 2013 1 15 /07 /luglio /2013 12:46

E poi arriva il giorni in cui devi fare l'ecografia morfologica. Un po' di agitazione c'è credo sia normale e il gatto che hai nella pancia lo percepisce e inizia a fare la danza delle sette vite. Si perchè ho iniziato anche a sentirlo muovore, è bello e allo stesso tempo strano. Se poi mi metto a fissare la pancia mentre sta facendo la sua mezz'ora si aerobica, vedo che si muove, visti da fuori sembrano degli spasmi involontari, ma sentendo quello che succede dentro è evidente che colpa sua!

L'eco è andata bene e alla richiesta del sesso del bambino... dopo un momento di suspance ci ha rivelato che è femmina! Ovviamente io ero superfelice perchè si sa patteggiavo per la femminuccia. M. un po' spiazzato perchè sperava nel maschietto ma si è ripreso subito. Ha iniziato a fare tutti i suoi pensieri e mentre tornavamo a casa in macchina cantava con la voce da tenore "è femmina!" non l'ho mai sentito così.

Sono momenti bellissimi, emozionanti ed irripetibili. Non lo dico come frase fatta ma perchè non saprei come altro descriverli.

Poi alla sera M. torna a casa e io sono ancora tre metri sopra il cielo e lui mi dice che mi deve dare una brutta notizia. Accidenti. Si fa serio e mi dice che un mio ex si è impiccato la notte prima. Ci penso un attimo e non avendo avuto poi tutte queste storie capisco di chi sta parlando e resti di sasso. Ma sono ancora intontita dalle buone notizie del mattino che fatico rendermi conto di quello che mi ha appena detto.

Il mattino seguente mi sveglio e piango. Vuoi che ci ho pensato durante la notte, vuoi che gli ormoni della gravidanza non aiutano, tant'è.

Passo la giornata al lavoro ma la testa è altrove e mentre tutti i colleghi mi vogliono festeggiare per la notiziona io continuo a pensare a V. che se n'è andato. Mi assalgono i ricordi e torno indietro a 18 anni fa. A quella storia durata solo poche settimane. Di quell'amore estivo di cui ho un ricordo per certi versi neanche tanto felice, ma doveva andare così. Il destino poi è strano perchè ha deciso di uccidersi proprio il giorno in cui ci eravamo messi insieme. Dico che è una coincidenza perchè dopo tutti questi anni sono certa che ero lontana dai suoi pensieri ormai. Cerco il buono di quella storia, di quello che mi ha lasciato, della persona che mi ha aiutato a diventare. Di come le nostre strade si sono divise e di come per certi versi un po' mi vergognavo delle scelte di vita che aveva fatto, che molto probabilmente lo hanno portato a essere la persona fragile che ha deciso di spegnersi a soli 35 anni.

E' strano come ci si aggrappi ai bei ricordi nei momenti tristi, nonostante siano passati quasi vent'anni e ci siamo persi di vista non riesco a non provare affetto verso quel ragazzo che mi ha fatto letteralmente ammattire. Sepolto senza nemmeno un funerale, senza poterlo salutare perchè probabilmente la famiglia ha preferito tenere quel momento intimo per loro, vista la situazione delicata.

Non mi resta che un saluto lasciato all'etere. Ciao V.

11 giugno 2013 2 11 /06 /giugno /2013 14:17

Diciamo che il tempismo in certe situazioni non è mai stato il mio forte... Per altri versi invece si. Mercoledì scorso sono andata al lavoro, come tutti i giorni, leggermente controvoglia, avevo la netta sensazione che sarebbe stata una di quelle giornate rognose, piene di casini da risolvere in tempo zero. Beh il mio sesto senso non mentiva tranne che la mia giornata è iniziata alle 7:50 e finita alle 7:55. Si perchè ho ben pensato di iniziarla con il piede giusto... quello che ho messo giù male e mi fatto ritrovare seduta a terra con una cavoglia slogata.

Essendo al lavoro trattasi di infortunio, mi faccio accompagnare in pronto soccorso per verificare il da farsi e soprattutto verificare che il mio piccolino stesse bene. Fino a qui tutto normale. Tra il male e l'agitazione mi sentivo mancare ma sopravviviamo anche a questo. Poi mi tanquillizzo ed è qui che dal lavoro mi giungono brutte notizie su alcuni tagli al personale. Della serie lo sapevo che era una giornata di merda. Ma su questo non voglio commentare, non in questo post, non ora che la botta è ancora calda.

Sempre per quanto scritto sopra che si tratta di infortunio devo tornare a controllo domenica al pronto soccorso. Mi pareva strano mi facessero tornare di domenica ma tant'è. Arrivo alle 9:30, faccio l'accettazione e aspettiamo... aspettiamo aspettiamo. Alle 11:30 finalmente mi chiamano. Peccato che mi mandino all'ambulatorio codici bianchi perchè altrimenti non ne esco più mi si dice. Andiamo dall'altra parte dell'ospedale, io zoppa con improperi che uscivano dalla mia boccuccia santa. Ma in tempo zero trasferiscono lì metà delle persone del pronto soccorso. Bene... La fila andava avanti a rilento per non dire che non andava avanti e per giunta non chiamavano loro come scritto sul cartello ma la gente entrava a casaccio senza rispettare il turno. Finchè mi sono incavolata e ho mandato avanti M a prendere posto. Mentre aspetto di entrare, perchè alle 13:00 avevo deciso che era il mio turno, ritorna un ragazzo entrato poco prima e mi chiede se gentilmente lo lascio passare perchè gli hanno fatto la richiesta di una lastra per la spalla ma di quella sbagliata. Penso andiamo bene...

Entro e la dottoressa mi chiede come mai dalle 9:30 entro solo ora. Le dico nel migliore dei modi che mi sia uscito una cosa tipo: sono ore che aspetto, sono incinta, devo fare pipi, ho fame, sete e qui entra chi cavolo vuole e come vuole. Mi guarda e inizia a picchiettare sul pc. Poi farfuglia che anche lei ha fame che è dalle 6 che non mangia nulla. Le dico che io è dalle 6:30. Al che si addolcisce tira fuori una scatola di cioccolatini e mi dice dai mangiamocene uno. Resto perplessa ma accetto. Mi guarda e mi dice che dovrei fare una lastra. Io le spiego che non me l'hanno fatta perchè sono incinta. Mi dice che dovrei vedere l'ortopedico ma che ora è andato a casa. Le spiego che la caviglia va meglio ma non bene che sono li perchè trattandosi di una pratica inail devono fare loro la continuazione. Che tutti gli accertamenti del caso li ho già fatti mercoledì. Al che mi dice che lei non sa fare le pratiche inail e comincia a farfugliare che non dovevano mandarmi da lei perchè lei non sa farle. Chiama in pronto soccorso e le spiegano come fare. Proviamo dice. Inizia a scrivere senza visitarmi e io controllo quello che scrive perchè mi fido pochino. Mi chiede se ho male la schiena, le spiego che il mio problema è la caviglia che la schiena sta bene, era stato scritto anche quel trauma per via della gravidanza. Mi chiede se riesco a salire sul lettino che controlla il piede. Ok. La prima cosa che mi chiede è per quanto devo tenere la fasciatura. Ora no, questo me lo deve dire lei io che ne so? Andiamo avanti. Mi toglie la fascia e mi rendo conto che il mio piedino è ancora una bella salsiccia. Poi mi chiede cosa mi hanno messo su in pronto soccorsa l'altra volta. Ora dico ma è lei il dottore o io? La fortuna vuole che avessi notato il tubetto di voltaren che avevano usato, ma non ero tenuta a guardare e/o saperlo! Glielo dico e va a cercarlo. Me ne spalma una piccola parte sul lato della caviglia dove è nera e gonfia e il resto sul collo del piede. Ora dico sul collo del piede a che mi serve? Passa alla fasciatura. Se il problema è la caviglia farai una fasciatura consona da bloccare la caviglia che passa sotto il piede per fermare il punto sofferente o sbaglio? Beh lei no. Lei mi fascia la caviglia e sale fino a metà polpaccio. Una fasciatura degna di un bambino che gioca al dottore. Finita questa parte piuttosto penosa inizia il problema della pratica inail. Prima non la stampa. Le dico che deve uscire in varie copie. Richiama il pronto soccorso e le spiegano come fare. Lo stampa e ha sbagliato a compilarlo invece che continuazione ha contrassegnato inizio. Corregge a sistema e prova a ristamparlo ma non ci riesce. Rifà tutto da capo ma niente. Fa vari tentativi finchè rinuncia e mi dice di andare di nuovo in pronto soccorso per farmelo stampare. Così faccio, sorvolo sui commenti verso questa dottoressa dei colleghi del pronto soccorso perchè per correttezza racconto solo la mia versione. Finalmente alle 13:30 lasciamo l'ospedale. Giovedì devo tornare per controllo e mi viene male solo all'idea. Più di una persona mi hanno detto di rivolgermi all'ufficio reclami o di utilizzare gli appositi moduli, peccato che i moduli non siano anonimi e io in quell'ospedale fra qualche mese vorrei partorire, sperando che non sia uguale anche in ostetricia. E' vero che sono di parte e restia quando si parla di ospedali dopo che li ho frequentati per periodi lunghi negli ultimi per via di mio papà. E' altrettanto vedo che vedo medici che lavorano 12 ore filate e nemmeno questo è corretto, la concentrazione viente meno e non lavorano con materiali ma con persone. Però qui parliamo di incompetenza bella e buona.

24 maggio 2013 5 24 /05 /maggio /2013 20:35

Oggi mi sento finalmente di poter raccontare questa piccola parentesi tragicomica di un periodo, strano bello e denso di emozioni.

Qualche settimana fa mi sono recata a fare l'esame comunemente chiamato Ultrascreen per verificare le possibilità di anomalie cromosomiche nel feto. Che brutta parola feto, chiamiamolo bimbo, cucciolo, birillo quello che vogliamo... In ogni caso si tratta sempre e solo di un esame statistico per cui non da la certezza ma ha un 90% di possibilità di esattezza.

Vado a fare l'esame con un po' di tensione perchè, credo sia normale, vogliamo solo il meglio per il nostro cucciolo, così mentre eravamo in sala d'attesa M. tentava di prendermi in giro per allentare la tensione.

Conosciamo la dottoressa e subito iniziamo con l'ecografia tramite la pancia. Il battito c'è (fiuuu), ecco si vede o meglio la dottoressa e M. lo vedono io no perchè sono costretta a stare sdraiata e non mi gira il monitor. Grrrrrr. Però il bambino/a non si mette in posizione. Così la dottoressa inizia a premere come un ossessa sulla mia pancia per farlo girare. M. la guarda un po' storto, io un po' preoccupata così mi rassicura che così facendo non fa del male al bambino/a. Ok ma e la mamma? Silenzio sopporto. Ma lui/lei non si gira. Al che mi dice ora facciamo il prelievo del sangue e poi proviamo a farla transvaginale. Ok.

Le dico subito che quando vado a fare i prelievi faticano a trovarmi le vene, non mi sembra preoccupata. Inizia da un braccio, prova a fare il prelievo e sorpresa non ne esce una goccia. Comincia a dirmi che le faccio venire la depressione... Parliamone! Braccio numero due altro buco altra delusione. A questo punto mi dice che non sa come fare. Le propongo di fare il prelievo da sopra la mano e lei si rifiuta perchè mi farebbe malissimo. Ora se glielo dico io che ho già provato l'ebrezza fidati. Niente devo quasi pregarla lei insiste che mi farà troppo male, le dico che mi farà sicuramente meno male del parto. Ma quanto coraggiosa sono? La convinco e indovina indovina non ne esce una goccia. A questo punto mi dice che si rifiuta difarmi il prelievo. Non è che sono proprio felice di questa cosa ma se lei non è capace io da sola mica me lo posso togliere... Però potrei imparare!

Passiamo all'ecografica transvaginale. Lui/lei saltella, alza prima un braccio, poi l'altro, Si fa vedere frontalmente ma non si gira di profilo, posizione fontamentale per l'esame. Al che la dottoressa inizia a usare l'ecografo per smuovere il feto facendo dei movimenti avanti e indietro non curandosi che il buco in cui passa è il mio e non gomma piuma! M. continuava a guardarla male. Lui/lei se ne fregava altamente, come una vera prima donna si è fatto vedere in tutto il suo splendore. Ma il profilo proprio no. Nel mentre le chiedo se per caso si vede il sesso e mi dice che stava proprio cercando di vedere quello ma che Lui/Lei ci ha messo un bel piedino davanti. Prima donna ma non così esibizionista. Non può che essere femmina! Più lei insiste, più Lui/Lei la ignora ad un certo punto si mette perfino a dormire... io ho un piede addormentato, così mi fa scendere per fare due passi sperando che l'animaletto si giri! Ritorno sul lettino ma niente... dopo un po' colpo di scena si mette a testa in giù ed è riuscita finalmente a misurare la traslucenza nucale che va bene.

Mi chiede se voglio riprovare a fare il prelievo. Le dico che le concedo ancora un foro per braccio e lei di tutta risposta mi dice "speravo che mi dicessi di no".

Riproviamo con un braccio e a gran sopresa ecco che esce il sangue. Bene bene, fatta anche questa. La dottoressa mi dichiara l'esame più complicato della sua carriera. Usciamo con la dottoressa che si avvia vers il frigo e le cade la provetta, e io penso nooooooooo. M. pensa nooooooooo. La provetta è integra. Ce ne andiamo così un po' perplessi, per i modi della dottoressa, per la complicanza di fare l'esame.

Una settimana fa mi chiama la dottoressa presumo che avesse i risultati e invece no... devo tornare a fare il prelievo perchè il campione si è guastato. Per fortuna questa volta è andata decisamente meglio.

L'esame sembra essere andato bene.

27 aprile 2013 6 27 /04 /aprile /2013 15:56

E' passata esattamente una settimana e ora trovo il tempo e un briciolino di forza per immortalare un momento che resterà per sempre nella storia della mia vita. Il giorno in cui ho scoperto di essere incinta. Lo cercavamo da un po', lo dimostra anche quello che è successo alla fine dello scorso anno. Finalmente l'ennesimo ritardo. Da che abbiamo iniziato non c'è mai stato un ciclo che non fosse in ritardo, ma nelle ultime settimane avevo delle sensazioni strane e mi sono detta che forse era giunto il momento di fare il test. Così mentre M. armeggiava in cucina con il caffè io a sua totale insaputa sono andata in bagno. Ho aspettato un paio di minuti e vedevo comparire la famosa seconda linea rossa. Mmm... esco dal bagno, devo aspettare ancora un minuto. Vado in cucina, gironzolo un momento e ritorno in bagno. Sono passati i tre minuti e la linea rossa è bella evidente. Inizio a tremare come un foglia. Non chiedetemi perchè, è semplicemente stato così. Tremavo. L'emozione? L'incredulità? La paura? Non lo so. Vado da M che è seduto sul bordo del divano e sta facendo dei movimenti con il collo per sgranchirsi. Al che la conversazione è andata più o meno così:

"Amore ti fanno male le cervicali?"

"Un po'."

"Vuoi che te le faccio passare io?" M, fa sorrisino di compiacimento sperando in una sessione di sesso mattutino, io estraggo da dietro la schiena il test e glielo mostro. A quel punto sgrana gli occhi e capisce che non si tratta di sesso in arrivo... ma di altro. Guarda me. Guarda il test. Di nuovo  me. Di nuovo il test. A questo punto credo proprio che dei dolori cervicali si sia scordato. Si alza, ci abbracciamo. Ce l'abbiamo fatta. Ci sediamo a fare colazione e io sono sconvolta. Lui forse di più. Se il mio cervello sta ancora realizzando l'accaduto il suo sta galoppando a mille chilometri all'ora verso il futuro. Ogni tanto mi guarda, mi sfiora la pancia mi chiede come sto.  Questa cosa continua anche nei giorni successivi. Io mi tranquillizzo se non fosse che sto abbastanza distrutta in senso fisico. Non so se sia normale o meno ma questa cosa mi fa stare come se avessi l'influenza, con zero energie. Lui continua a sfiorarmi la pancia ogni volta che ne ha occasione. Mi fa sorridere perchè fino a poco prima la pancia è l'ultimo posto dove avrebbe messo le mani.

In questa settimana sono uscite un sacco di cose, ed è partito il toto scommesse per il nome. Lui è preoccupato per quando il cucciolo arriverà, io sono preoccupata di farlo arrivare sano e salvo, il resto lo affronterò quando sarà il momento.

27 aprile 2013 6 27 /04 /aprile /2013 15:56

Recentemente mi è capitato di andare ad un concerto e a vedere un comico. Il concerto, bello, coinvolgente peccato per la location un po' ristretta che non permetteva di scaternasi. Però per certi versi è stato più intimo e meno "cagnaroso". I Negrita restano sempre bravi, ovunque si trovino. La parte fastidiosa dei concerti è l'uso smodato dei telefonini. Ora parliamoci, io adoro le foto, ma ci sono momenti in cui vale la pena fare una foto e momenti in cui proprio no. Tipo se la foto viene fuori con un omino li in fondo sul palco che manco si riconosce chi è, vale la pena? No perchè non trasmette nemmeno la metà della sensazione che hai provato nel mentre eri li. Vogliamo parlare dei video? Con quello accanto che canta a squarciagola e copre la voce del cantante? Naaaaa. Fin qui mi sembra chiaro che preferisco godermi un concerto che peredere tempo a trovare l'angolazione l'inquadratura e tutto il resto. Praticamente passi il tempo a fare una cosa invece che vedere quello per cui hai pagato. Ha senso? Mi pare di no. Poi proprio per rigirare il ditino nella piaga fino in fondo, questi geni della fotografia, non si rendono manco conto di quanto rompono i c...ni alla gente che è li per codersi il concerto e non per sentirsi la nuca sparaflashata ogni tre secondi... Daimo!

L'altro evento di cui devo tessere le lodi è la serata di Giuseppe Giacobazzi. Due ore e mezza di risate. Decisamente, bravo e mai noioso. Scivola da un argomento all'altro con una maestria disarmante. Mai pesante, mai volgare, mai di parte ma sopratutto non scontato o con le solite battute che si ripetono all'infinito. Sicuramente da rifare.

24 marzo 2013 7 24 /03 /marzo /2013 14:00

Ogni tanto c'è qualcuno che prova a farmi sentire inadeguata. Perchè convivo con una persona senza esserci sposata, perché sono divorziata e quindi per la chiesta tagliata fuori. Sostengono che questo potrebbe non andare bene a qualcuno e che la cosa potrebbe ritorcemisi contro. Nel 99% dei casi queste cose mi entrano da un orecchio e mi escono dall'altro. Ma oggi ho avuto un piccolo momento di ristagno che mi ha scatenato una riflessione e questa volta rispondo. Rispondo con quello che penso. Si ho fatto degli errori nel mio passato, ho spostato la persona sbagliata e me ne sono resa conto quando era troppo tardi, quando ormai stavo toccando il fondo. Quando per alimentare il suo ego, denigrava e mancava di rispetto me. Devo pentirmi per la scelta che ho fatto. Mi vergognerei se non l'avessi fatta. Se non avessi imparato dai miei errori, se non fossi diventata la persona che sono. Allora si mi vergognerei. Dovrei sentirmi in difetto perché vivo con l'uomo che amo senza averlo sposato almeno "civilmente"? Mi dispiace ma non ci riesco. La vita non è fatta di contratti, è fatta di scelte, di sentimenti e costante ricerca della felicità. Beh la felicità l'ho trovata devo forse vergognarmi del modo in cui la vivo? No, nemmeno questo fa parte di me. Quindi scusate se non sono d'accordo, scusate se non mi sento inadeguata, scusate se sono fiera di me stessa, scusate se mi sento libera nella mia vita fatta di regole. Se a qualcuno tutto ciò non va bene, libero di proseguire per la sua strada. Ma ricordate che mentre c'è qualcuno che ha il tempo di pensare a tutte queste cose e si logora per me, io quel tempo non ce l'ho perché lo sto spendendo tutto nell'essere stucchevolmente felice.