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  • Alla costante ricerca del "vero amore" che non vuol dire necessariamente una persona fisica, ma l'amore vero, naturale che gli altri chiamano più banalmente passione.
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Life isn't about waiting for the storm to pass,it's about learning to dance in the rain.

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14 novembre 2013 4 14 /11 /novembre /2013 11:19

Devo ammettere che la mia gravidanza è stata bella, non ho sofferto particolarmente di nausee se non per circa un mese e mezzo la sera per giunta, ho dato di stomaco un’unica volta, ho sofferto di un po' di mal di schiena nell'ultimo periodo ma fa parte del gioco. Fondamentalmente sono sempre stata bene (a parte quando mi sono presa una storta alla caviglia e quando mi è uscito l'ascesso sulla ciste all'osso sacro, ma sono eventi slegati alla gravidanza), quindi dico che sono stata semplicemente molto fortunata. Dal lato emotivo non ho sofferto nemmeno particolarmente degli sbalzi ormonali o almeno questo è quello che sembra a me che, in effetti, sono un po' di parte, almeno fino a quest'ultimo periodo. Ora mi sembra di essere in piena altalena emozionale. Guardo un qualsiasi video legato a una nascita e piango come una fontana il che per come sono fatta io non è normale. Mi si scatenano dentro una serie di emozioni contrastanti che mi fanno scoppiare a piangere tra gioia, attesa e ansia. In questi giorni essendo a casa ho un sacco di tempo e a seconda della giornata mi butto a capofitto in giri di commissioni o mi rintano in casa a oziare. Qualsiasi cosa mi manda in paranoia, nel senso che appena sento un dolore o un sintomo nuovo comincio a pensare "ecco ci siamo" poi inizio a guardare su internet per uscirne più confusa di prima. Poi per quanto tu legga libri o ti documenti tramite internet in questi momenti la razionalità va in vacanza, fai ragionamenti e deduzioni tutte tue che nemmeno le ragazzine di "16 anni incinta" ti battono, per questo motivo mi sono ribattezzata "17 anni per due incinta". Veramente la fiera delle stupidaggini che possono uscire dalla bocca di una persona in preda agli ormoni della gravidanza è incommensurabile. In più c'è una cosa che non ti dice nessuno, in questa fase mi trovo su una corda in bilico tra attesa e panico puro. Se alle prime avvisaglie di un qualcosa di nuovo penso che sia giunto il momento e per carità ne sono felice, sono nove mesi che lo attendo e non vedo l'ora di tenere tra le braccia la mia cucciola, dall'altro si scatena una serie di paure che non sapevo nemmeno di avere. Oltre alla fobia da dolore del parto, inizio a pensare a come sarà il dopo, a se sarò in gradi di fare fronte a tutto, se avrò l'appoggio che mi aspetto di avere, se saprò interpretare le richieste di mia figlia, se saprò educarla in maniera adeguata, se saprò essere la madre che si merita e potrei andare avanti all'infinito. Poi per contro penso che farò il meglio che potrò come tutti i genitori e questo spazza via gran parte dei dubbi. Dall'altro lato vorrei che stesse ancora un po' nel pancione a tenermi compagnia con i suoi movimenti improvvisi e non interpretabili, anche se in questi giorni sono notevolmente diminuiti. Mi piace coccolare il pancione, parlarci insieme (chiaro segnale d’instabilità mentale) spiegargli cose, farla sentire amata e protetta. Sono certa che questa cosa mi mancherà. Quindi è un controsenso perché per nove mesi non fai che crescerla nell'attesa di vederla uscire e quando arrivi al dunque vorresti che non uscisse più, perché ormai ti sei abituata ad averla lì come una parte importante di te.

Poi parliamoci chiaro ho una paura sconcertante del dolore del parto. Ora tutte dicono vedrai che poi te ne dimentichi, ammettiamo anche che mi fido di questa cosa, ammettiamo anche che sono una donna forte e sono certa che saprò affrontare il momento, ma posso e chiedo per favore posso avere una paura sana e umana dell'immagine che ho di quello che dovrebbe succedere? Perché sul dopo ho meno pensieri, sono convinta del fatto che lo dimenticherò, è il durante che mi preoccupa! Posso essere una persona con delle sane angosce? Ecco quindi io ho quella che si potrebbe chiamare una fifa blu del dolore del parto. Anche perché non so proprio cosa aspettarmi, prima di tutto ogni parto è differente, ogni persona è differente, ognuno ha la sua soglia del dolore, il parto evolve in maniera diversa volta per volta per cui ti ritrovi a chiederti ma inizierà con contrazioni mortali o mi si romperanno le acque? Mi accorgerò di perdere il tappo? Se passassi il termine? Se ci fossero altre complicazioni? Uno ha due milioni di dubbi che oltre a metterti l'ansia e il terrore danno talmente spazio all'immaginazione che la paura diventa esponenziale.

Non di poco aiuto poi sono le persone che ti stanno intorno per provocare ansia, allora sia chiaro non parlo degli amici o parenti che s’informano e ti chiedono come stai quasi tutti i giorni, fa piacere sentire che sei nei pensieri delle persone, che ti accompagnano amorevolmente nella tua attesa, quelli che infastidiscono sono i curiosi che noto con un certo piacere, hanno tutti una certa età. In teoria l'avanzamento degli anni non dovrebbe portare saggezza? Ecco sono quasi convinta che questo non avvenga. Ovviamente non si rivolgono a me con la domanda del secolo ma bombardano la futura nonna che non manca di riferire. Appena non trovano i nonni a casa, appena li incontrano per strada non mancano di chiedere se finalmente ho partorito. Ora scusatemi, ma mica vi state portando voi a spasso il pancione con relativo mal di schiena e mancanza di fiato. State calmi, state quieti, quando sarà ora la principessa si annuncerà al mondo! Ma ti pare che uno debba dare il tormento da un mese prima? Eh no! Che poi conoscendo quanto ansiogena è mia mamma figuriamoci che effetto fa a lei tutta questa pressione.

Quindi eccomi qui a sei giorni dalla ddp che riverso nero su bianco le mie paure, le mie ansie, le mie aspettative che vanno in perfetto contrasto tra loro ma che allo stesso tempo fanno parte entrambe di me.

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