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  • Alla costante ricerca del "vero amore" che non vuol dire necessariamente una persona fisica, ma l'amore vero, naturale che gli altri chiamano più banalmente passione.
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Life isn't about waiting for the storm to pass,it's about learning to dance in the rain.

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3 ottobre 2012 3 03 /10 /ottobre /2012 20:18

Lo scrivo oggi perché temevo il peggio se l'avessi scritto ieri questo post... perché ebbene si ieri è stata una giornata tragicomico Fantozziana.

La mattina arrivo in ufficio e come al solito alla mattina ho caldo, come ho detto alla mia collega, sarà la menopausa o la piùpausa perché a trentatre anni la vedo dura. Insomma mi metto in maglietta a maniche corte. Inizio a lavorare e sentivo una certa libertà, una libertà che in quel habitat non mi era familiare. Ci metto un secondo a capire che "caxxo non ho messo il reggiseno"! Ora fossi mingherlina e senza seno avrei detto pazienza, ma con le tettone che mi ritrovo la cosa non sarebbe stata così mimetizzabile. Penso subito di mettere di nuovo la maglia che almeno un po' mitiga, ma niente ho già caldo, questa cosa mi ha un po' destabilizzato e ho ancora più caldo per l'imbarazzo, avvampavo proprio. Ci penso un po' e mi dico no devo assolutamente andare a casa. La fortuna vuole che in una decina di minuti ora riesco a raggiungere casa. Escogito un imprevisto e avviso il mio capo che intorno alle nove mi devo assentare per una mezz'oretta. I miei colleghi mi guardano un po' strano perchè non capiscono questa mossa poco strategica di arrivare al lavoro alle otto per uscire alle nove. Ma in fondo mica devono capire.  Torno a casa in fretta e furia cercando di capacitarmi di come ho potuto essere così stordita. La giornata scorre più o meno bene.  Torno a casa e scendo a portare i rifiuti, la plastica, la carta, il secco, l'umido... e ecco si è l'umido che mi ha fregato. Mi reco vicino al bidone dell'umido con il mio bel bidoncino, prendo il sacchetto che c'è al suo interno e lo estraggo. Estraendolo noto che si è rotto un pochino ma noooo mi dico di sicuro tiene, continuo a toglierlo, cede ancora un po', ma tiene si si tiene. Lo estraggo del tutto e "splat" un bel ammasso di umido spalmato bene bene sulla strada. Mmm che faccio? Lasciarlo li non mi pare il caso, tirarlo su con le mie manine sante... beh anche no. E invece si, mi sono armata di coraggio e ci ho infilato le mie manine sante, l'ho rimesso nel bidoncino e ho vuotato tutto dentro il contenitore dell'umido. So che non è stata una mossa bellissima ma anche lasciare il tutto li per terra non sarebbe stato carino. Passa qualche ora e decido che è venuta l'ora di dormire, spengo la luce, poi mi viene in mente che devo controllare una cosa sul cellulare, mi volto di scatto e do una craniata allucinante allo spigolo del comodino. Mi sono rivoltata soffocando un urlo di dolore con le lacrime agli occhi (tipo cartone animato giapponese). Risultato oggi ho un bel bernoccolo sotto i capelli (grazie a Dio) che mi fa un male cane.

Pensate cosa può succedermi un venerdì 13 qualunque...

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