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  • Alla costante ricerca del "vero amore" che non vuol dire necessariamente una persona fisica, ma l'amore vero, naturale che gli altri chiamano più banalmente passione.
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Life isn't about waiting for the storm to pass,it's about learning to dance in the rain.

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19 gennaio 2013 6 19 /01 /gennaio /2013 10:45

Oggi mi gratto e non chiedetemi perché... O meglio la diagnosi dei genitori e dell'adoratissimo moroso è che ho una sorta di intossicazione alimentare, o sovraccarico del fegato o allergia o chi più ne ha più ne metta. Fatto sta che mi è partito un prurito assurdo e dove mi gratto compaiono dei rigonfiamenti rossi tipo punture di zanzara. Ieri sera ero zeppa gambe e braccia e oggi  tutto ristabilizzato. Qualche puntino qui e li sulle braccia e un po' di prurito, ma dove lo sento ho una voglia irrefrenabile, implacabile, incontrollabile, irrazionale di darmi una grattatina. Lo so non devo farlo ma è impossibile trattenersi ersi ersi!

Poi penso si ok il fegato, si ok il fegato in sovraccarico, si ok ma deve essere per forza qualcosa che ho mangiato? Non può essere una reazione fisica al nervoso che patisco quotidianamente al lavoro? Perché ultimamente ho raggiunto livelli di fastidio parecchio alti.

Andiamo oltre, vi racconto una piccola cosa successa esattamente una settimana fa. Stavo qui in camera da letto a pulire con le finestre aperte per cambiare l'aria. Al che sento un chiacchiericcio di ragazzini da fuori. Abito dietro la palestra di una scuola media, capirai... però era l'orario un po' strano per la ricreazione, così metto fuori la testa ed ecco li tre ragazzetti intenti a raccogliere cartacce, con tanto di guanti in lattice che neanche quelli di csi... Ritorno a spolverare pensando che una volta noi a scuola si andava per imparare le cose, non per raccogliere cartacce, ma si sa i tempi son cambiati, forse i nostri giovani rampolli sono troppo saputi per stare in classe o forse è un modo carino per dire "braccia levate all'agricoltura". Ma andiamo oltre. Ad un certo punto iniziano i vari "no" "è vero guarda" "fammela vedere". Al che mi chiedo cos'hanno trovato i nostri piccoli esperti del ris e sporgo nuovamente la testa quando sento "è proprio la carta di un preservativo!". Non ero sicura di aver capito bene e mi è venuto da ridere, io forse alla loro età non sarei stata in grado si distinguerla da una del bigbabol... ma si sa non brillo nemmeno oggi di intelligenza! Subito corrono verso un altro gruppetto più nutrito gridando "guarda guarda cos'ha trovato la carta di un profilattico!!!" A questo punto non ho avuto dubbi su quanto avevo sentito prima. Ora il retro di una palestra attaccato a una casa è un posto forse poco appartato per appartasi per cui delle domande me le sono fatte li per li. Ma poi sono andata avanti con le mie pulizie. Mentre rifacevo il letto sento da fuori "ecco è li che l'ho trovata!" e vedo il ragazzetto accompagnato da un insegnante. Mi sono ritirata subito, non so perchè ma il fatto di abitare qui mi ha fatto pensare che avrei potuto prendere la colpa di una cosa che, no di certo non era mia. Chissà da dove veniva quella carta, forse da qualcuno che si era frettolosamente e appasionatamente appartato, semplicemente qualcuno che l'aveva gettata dopo l'uso, dalla curiosità di qualcuno di vedere com'è fatto un preservativo, in fondo tutti ne abbiamo aperto uno giusto per il gusto di sapere com'erano fatti. Chissà qual'è la storia di quella carta, la parte che mi ha fatto sorridere è tutto lo scalpore che ha suscitato in quelle giovani menti. Passano gli anni ma certe cose restano uguali sempre, è bello vedere che basta poco per vedere un ragazzino stupirsi ancora.

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