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  • Alla costante ricerca del "vero amore" che non vuol dire necessariamente una persona fisica, ma l'amore vero, naturale che gli altri chiamano più banalmente passione.
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Life isn't about waiting for the storm to pass,it's about learning to dance in the rain.

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11 giugno 2013 2 11 /06 /giugno /2013 14:17

Diciamo che il tempismo in certe situazioni non è mai stato il mio forte... Per altri versi invece si. Mercoledì scorso sono andata al lavoro, come tutti i giorni, leggermente controvoglia, avevo la netta sensazione che sarebbe stata una di quelle giornate rognose, piene di casini da risolvere in tempo zero. Beh il mio sesto senso non mentiva tranne che la mia giornata è iniziata alle 7:50 e finita alle 7:55. Si perchè ho ben pensato di iniziarla con il piede giusto... quello che ho messo giù male e mi fatto ritrovare seduta a terra con una cavoglia slogata.

Essendo al lavoro trattasi di infortunio, mi faccio accompagnare in pronto soccorso per verificare il da farsi e soprattutto verificare che il mio piccolino stesse bene. Fino a qui tutto normale. Tra il male e l'agitazione mi sentivo mancare ma sopravviviamo anche a questo. Poi mi tanquillizzo ed è qui che dal lavoro mi giungono brutte notizie su alcuni tagli al personale. Della serie lo sapevo che era una giornata di merda. Ma su questo non voglio commentare, non in questo post, non ora che la botta è ancora calda.

Sempre per quanto scritto sopra che si tratta di infortunio devo tornare a controllo domenica al pronto soccorso. Mi pareva strano mi facessero tornare di domenica ma tant'è. Arrivo alle 9:30, faccio l'accettazione e aspettiamo... aspettiamo aspettiamo. Alle 11:30 finalmente mi chiamano. Peccato che mi mandino all'ambulatorio codici bianchi perchè altrimenti non ne esco più mi si dice. Andiamo dall'altra parte dell'ospedale, io zoppa con improperi che uscivano dalla mia boccuccia santa. Ma in tempo zero trasferiscono lì metà delle persone del pronto soccorso. Bene... La fila andava avanti a rilento per non dire che non andava avanti e per giunta non chiamavano loro come scritto sul cartello ma la gente entrava a casaccio senza rispettare il turno. Finchè mi sono incavolata e ho mandato avanti M a prendere posto. Mentre aspetto di entrare, perchè alle 13:00 avevo deciso che era il mio turno, ritorna un ragazzo entrato poco prima e mi chiede se gentilmente lo lascio passare perchè gli hanno fatto la richiesta di una lastra per la spalla ma di quella sbagliata. Penso andiamo bene...

Entro e la dottoressa mi chiede come mai dalle 9:30 entro solo ora. Le dico nel migliore dei modi che mi sia uscito una cosa tipo: sono ore che aspetto, sono incinta, devo fare pipi, ho fame, sete e qui entra chi cavolo vuole e come vuole. Mi guarda e inizia a picchiettare sul pc. Poi farfuglia che anche lei ha fame che è dalle 6 che non mangia nulla. Le dico che io è dalle 6:30. Al che si addolcisce tira fuori una scatola di cioccolatini e mi dice dai mangiamocene uno. Resto perplessa ma accetto. Mi guarda e mi dice che dovrei fare una lastra. Io le spiego che non me l'hanno fatta perchè sono incinta. Mi dice che dovrei vedere l'ortopedico ma che ora è andato a casa. Le spiego che la caviglia va meglio ma non bene che sono li perchè trattandosi di una pratica inail devono fare loro la continuazione. Che tutti gli accertamenti del caso li ho già fatti mercoledì. Al che mi dice che lei non sa fare le pratiche inail e comincia a farfugliare che non dovevano mandarmi da lei perchè lei non sa farle. Chiama in pronto soccorso e le spiegano come fare. Proviamo dice. Inizia a scrivere senza visitarmi e io controllo quello che scrive perchè mi fido pochino. Mi chiede se ho male la schiena, le spiego che il mio problema è la caviglia che la schiena sta bene, era stato scritto anche quel trauma per via della gravidanza. Mi chiede se riesco a salire sul lettino che controlla il piede. Ok. La prima cosa che mi chiede è per quanto devo tenere la fasciatura. Ora no, questo me lo deve dire lei io che ne so? Andiamo avanti. Mi toglie la fascia e mi rendo conto che il mio piedino è ancora una bella salsiccia. Poi mi chiede cosa mi hanno messo su in pronto soccorsa l'altra volta. Ora dico ma è lei il dottore o io? La fortuna vuole che avessi notato il tubetto di voltaren che avevano usato, ma non ero tenuta a guardare e/o saperlo! Glielo dico e va a cercarlo. Me ne spalma una piccola parte sul lato della caviglia dove è nera e gonfia e il resto sul collo del piede. Ora dico sul collo del piede a che mi serve? Passa alla fasciatura. Se il problema è la caviglia farai una fasciatura consona da bloccare la caviglia che passa sotto il piede per fermare il punto sofferente o sbaglio? Beh lei no. Lei mi fascia la caviglia e sale fino a metà polpaccio. Una fasciatura degna di un bambino che gioca al dottore. Finita questa parte piuttosto penosa inizia il problema della pratica inail. Prima non la stampa. Le dico che deve uscire in varie copie. Richiama il pronto soccorso e le spiegano come fare. Lo stampa e ha sbagliato a compilarlo invece che continuazione ha contrassegnato inizio. Corregge a sistema e prova a ristamparlo ma non ci riesce. Rifà tutto da capo ma niente. Fa vari tentativi finchè rinuncia e mi dice di andare di nuovo in pronto soccorso per farmelo stampare. Così faccio, sorvolo sui commenti verso questa dottoressa dei colleghi del pronto soccorso perchè per correttezza racconto solo la mia versione. Finalmente alle 13:30 lasciamo l'ospedale. Giovedì devo tornare per controllo e mi viene male solo all'idea. Più di una persona mi hanno detto di rivolgermi all'ufficio reclami o di utilizzare gli appositi moduli, peccato che i moduli non siano anonimi e io in quell'ospedale fra qualche mese vorrei partorire, sperando che non sia uguale anche in ostetricia. E' vero che sono di parte e restia quando si parla di ospedali dopo che li ho frequentati per periodi lunghi negli ultimi per via di mio papà. E' altrettanto vedo che vedo medici che lavorano 12 ore filate e nemmeno questo è corretto, la concentrazione viente meno e non lavorano con materiali ma con persone. Però qui parliamo di incompetenza bella e buona.

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