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  • Alla costante ricerca del "vero amore" che non vuol dire necessariamente una persona fisica, ma l'amore vero, naturale che gli altri chiamano più banalmente passione.
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Life isn't about waiting for the storm to pass,it's about learning to dance in the rain.

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12 settembre 2011 1 12 /09 /settembre /2011 21:09

Visto che brava ho citato anche l'autore. Il perchè di questo titolo? Semplice oggi è ricominciata la sQuola e se non ricordo male alla voce "impara una poesia a memoria" questa era senza dubbio la più gettonata. Chissà come mai... Come mai il tema di oggi è la scuola, semplice, la scuola aumenta il traffico. E' un dato di fatto, come ogni anno mi ero abituata ai ritmi dell'estate, senza corriere, senza studenti in bici o motorino che sfrecciano per le strade ignorando totalmente il codice stradale poi ci sono loro, i migliori, i pincipini indiscussi del fastidio: gli studenti a piedi. Parlo di quelli che ti attraversano la strada (sulle strisce per fortuna), fin qui nessun reato, ma avete mai notato il modo in cui lo fanno? Tu sei li in macchina e ti fermi, perchè hanno tutto il diritto di attraversare che male c'è. Però poi fai il grosso errore di osservarli e li vedi procedere con una flemma da fare invidia a un bradipo. Con aria quasi di sfida "io sono sulle strisce e tu DEVI lasciarmi passare e aspettare il comodo mio". Verissimo devo lasciarti passare ma se ti strombazzo un attimo per vedere se sei sveglio, se c'è vita dentro quella testolina che trascini stanca, se esiste ancora un minimo di adrenalina dentro quel corpo giovane ma già così vecchio non sarà mica un reato no? Lo confesso non sono arrivata a tanto, ma sono certa che quella mattina che mi sveglierò con i maroni girati succederà. Sarà che sono di un altra generazione, quella in cui i genitori ti dicevano "sbranina la mattina", in cui ti insegnavano a fare attenzione ad attraversare sulle strisce, ma sopratutto farlo in maniera veloce per non intralciare il traffico, ma senza correre perchè potresti inciampare... A volte mi chiedo chi insegna e cosa a queste nuove generazioni, le vedo spente, stanche di vivere ancora prima di cominciare. Hanno tutto e non sono contenti di niente. Io alla loro età non avevo vestiti firmati, non potevo quasi uscire (il mio coprifuoco erano le 23:30 ma solo il sabato, manco cenerentola...), se anche riuscivo a strappare il permesso di uscire non si poteva salire in macchina/motorino di chicchessia. Superato questo scoglio non c'erano i soldi per fare le serate se non i pochi spiccioli della paghetta, altro che quelli che ricevono i 50 euro per il week end... Forse sto invecchiando, forse sto accusando ingiustamente una generazione quando sono stati proprio quelli di qualche anno più grandi di me a rovinarla. D'altro canto si sa la colpa non è mai da una parte sola....

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